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	<title>Luci a Siracusa</title>
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		<title>Favola di Primavera</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 21 marzo alle ore 11 in via Minerva a Siracusa si terrà lo spettacolo “Favola di Primavera” di Vanessa Renato e Marcella Zindato. Uno spettacolo teatrale per incontrarsi, scoprire, fantasticare, divertirsi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Favola di Primavera<br />
di Vanessa Renato e Marcella Zindato</p>
<p>Domenica 21 marzo alle ore 11 in via Minerva a Siracusa si terrà lo spettacolo “Favola di Primavera” di Vanessa Renato e Marcella Zindato.<br />
Uno spettacolo teatrale per incontrarsi, scoprire, fantasticare, divertirsi.</p>
<p>Scheda spettacolo<br />
Il gioco teatrale fantastico e creativo, dedicato ai più piccoli o meglio ai bambini di tutte le età perché la &lt;&gt; riesce a coinvolgere ogni persona nella magia del rapporto tra attore e pubblico. Nello spazio che diventerà palcoscenico, i personaggi e il loro giovane pubblico costruiranno la buffa Favola di Primavera.</p>
<p>I PERSONAGGI<br />
La Favola di Primavera è uno spettacolo teatrale buffo e magico. I protagonisti sono il buffo Signor Inverno e la bella principessa Primavera, che verrà recapitata ai bambini dentro un grosso pacco, un regalo a sorpresa.<br />
Il buffo Signor Inverno, incredulo e confuso, inviterà i bambini in un regno in cui la Primavera fiorisce tutto l’anno e coinvolgendoli attraverso canti, danze, giochi e filastrocche, si farà aiutare da loro a risvegliare la bella principessa Primavera.<br />
A sua volta, la principessa, risvegliandosi trasformerà i bambini in Fiori, ed insieme a loro risolverà un incantesimo che potrebbe fargli ritrovare il tanto amato Principe Girasole. Lo ritroverà? Non vogliamo svelarlo, altrimenti che gusto c’è?<br />
Ma lo scoprirete durante la Favola di Primavera dove attraverso l’uso di parole, mimo e musica il teatro diventa un grande gioco interattivo, che i bambini vorrebbero non finisse mai.</p>
<p>GLI ARTISTI<br />
Vanessa Renato, art theatre counselor e clown di corsia, da anni si occupa di arti terapie espressive con soggetti normodotati, diversamente abili e minori a rischio.<br />
Marcella Zindato, attrice ed educatrice, da anni si occupa di realizzazione di eventi teatrali per bambini.</p>
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		<title>&#8220;Una donna&#8221;. Singolo che anticipa l&#8217;album d&#8217;esordio della cantautrice siciliana Adriana Spuria</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:41:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA["Una donna" è lo schema di un amore malato, in cui la protagonista diventa vittima e carnefice nel suo senso più comune e più diffuso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LUCI A SIRACUSA – SEZIONE MUSICA<br />
PRESENTA<br />
“UNA DONNA”  SINGOLO CHE ANTICIPA L’ALBUM D’ESORDIO DELLA CANTAUTRICE SICILIANA ADRIANA SPURIA</p>
<p>&#8220;Una donna&#8221; è lo schema di un amore malato, in cui la protagonista diventa vittima e carnefice nel suo senso più comune e più diffuso. Una sorta di inghippo che porta a credere di poter salvare il apporto con la persona che si  ama entrando in un meccanismo di autolesionismo da cui si riesce ad uscire soltanto assumendosi la responsabilità della propria felicità e riconoscendo le risorse del proprio essere come uniche e preziose. Quindi avvalorando la propria vita e comprendendo che non c&#8217;e&#8217; tradimento peggiore che quello verso sé stessi.</p>
<p>&#8220;Una donna&#8221;  esprime il dramma dei momenti cruciali del lasciarsi, ma anche la serenità dopo la riscoperta del proprio valore. Una vittoria propria e non una rivendicazione sull’altro, il recupero della propria identità senza colpevolizzare nessuno…</p>
<p>“Una donna” diventa anche una storia visiva con Claudio Botosso (I Liceali, Mio fratello è figlio unico…),  Cristina Serafini (Il divo, Colpo d’occhio…), Jun Ichikawa (Cantando dietro i paraventi e nuova serie di R.I.S.) e va in finale sfiorando il podio al P.I.V. (Premio videoclip italiano), P.I.V.I. (Premio italiano videoclip indipendente)-l’artista arriva in finale nel 2008 al lennon festival e il singolo UNA DONNA entra nella top ten indie music like per sei settimane da aprile a maggio 2009 riscuotendo un ottimo successo in tutte le radio indie web e in qualche network</p>
<p>www.myspace.com/adrianaspuria</p>
<p>SCHEDA ARTISTA</p>
<p>Adriana Spuria, cantautrice siracusana canta, suona e scrive canzoni da sempre. Dopo un periodo di concerti live a Milano e Roma, dal 90 al 93 ha collaborato con la New Music come vocalist pubblicando anche un disco funky dance come autrice con la Dig it. Per molti anni ha cantato e composto canzoni che percorrevano il filone funky rock e folk americano e inglese compreso l&#8217;acid jazz degli anni 90 e gli standards jazz del real book. Dal 95 in poi ha cominciato a scrivere i testi in lingua italiana e nel 97 ha frequentato il C.e.t. (corso compositori) di Mogol per accedere alla quale ha vinto una borsa di studio in una selezione indetta dalla Siae. Lo stesso anno ha cominciato una collaborazione con la Kromaki Music società editrice di Radio Montecarlo e 105 come autrice di canzoni. Numerosi concerti in tutta Italia. Nel 2003 ha prodotto un cd solo acustico chitarra e voce &#8220;La fabbrica dei sogni&#8221;. Ora e’ giunta all’ottavo brano dell’album che sara’ pronto a breve con dieci canzoni autoprodotto dal suo marchio LA FABBRIKA  e distribuito in tutti i negozi..gia’ tre brani sono in vendita su itunes per la pirames che attende appunto di distribuire l’intero album</p>
<p>PER CONTATTARE ADRIANA SPURIA: 348.3650978</p>
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		<title>734 a.C – Le origini di Siracusa. Uno spettacolare evento notturno nella darsena di Siracusa</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella notte dell’equinozio di primavera tra Sabato 20 dalle ore 23 fino alle prime ore del 21 marzo, nello specchio d’acqua tra il ponte S. Lucia e il ponte Umberto nella Darsena di Siracusa, si svolgerà uno dei momenti più spettacolari di 734 – Festival delle origini e dell’identità culturale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-223" title="Locandina-734-Show" src="http://www.luciasiracusa.it/wp-content/uploads/Locandina-734-Show.jpg" alt="" width="290" height="414" style="float:left;margin:0px 12px 2px 0px;"/>Nella notte dell’equinozio di primavera tra Sabato 20 dalle ore 23 fino alle prime ore del 21 marzo, nello specchio d’acqua tra il ponte S. Lucia e il ponte Umberto nella Darsena di Siracusa, si svolgerà uno dei momenti più spettacolari di 734 – Festival delle origini e dell’identità culturale.</p>
<p>“734 a. C. – Le origini di Siracusa “, un racconto antico per nuovi viaggiatori, incentrato sulla storia e il mito di Siracusa. L’evento si snoderà in quattro quadri e vedrà protagonisti navi triremi che arrivano da lontano a colonizzare la nostra terra, sfere d’acqua galleggianti sul mare con dentro attori-personaggi, e ancora giochi pirotecnici e semicerchi di fuoco.</p>
<p>La luce e il mare divengono simboli di vita nella separazione dalle ombre, mezzo di purificazione attraverso il fuoco. E all’improvviso dalle profondità del mare riemergono tre grandi statue greche.</p>
<p>Da qui ha inizio la rappresentazione e la lunga storia. Una voce narrante racconta dell’arrivo dei greci in Sicilia e della fondazione di Siracusa, tra mito e storia in una spettacolarizzazione che è lontana dall’immaginario per quanto è grandiosa.</p>
<p>L’evento curato da Geniart, è realizzato dallo Studio Pizzo Eventi, già protagonista di altre spettacolari realizzazioni nelle scorse edizioni di Luci a Siracusa. Tra i numerosi eventi-spettacolo curati da Pizzo Eventi anche l’inaugurazione del porto turistico di Marina di Ragusa.</p>
<p>Lo spettacolo sulle origini di Siracusa è un ulteriore tassello dell’accurata selezione di eventi che quest’anno si sono realizzati all’insegna della riscoperta dell’identità culturale: dalla mostra “La notte dei Santi”, in corso sino al 21 marzo alla Galleria Civica D’Arte Contemporanea Montevergini, alla proiezione di “Voluptas dolendi. I gesti del Caravaggio” presso l’Ipogei di<br />
Piazza Duomo allestiti per l’occasione con ambientazioni caravaggesce, ancora visitabili fino al 7 marzo; gli incontri del Circolo della Conversazione e la nascita di un Comitato Scientifico per la rinascita e la rivalutazione del territorio.</p>
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		<title>Circolo della Conversazione</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra la serie di eventi culturali e artistici del progetto urbano “LUCI A SIRACUSA” della Regione Siciliana, del Comune di Siracusa – Assessorato alle Politiche Culturali, si aprono alla cittadinanza una serie di incontri e conversazioni culturali a cura dell’On. Fabio Granata e dell’Accademia di Belle Arti “Val di Noto” di Siracusa.
Gli incontri affrontano alcune...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra la serie di eventi culturali e artistici del progetto urbano “LUCI A SIRACUSA” della Regione Siciliana, del Comune di Siracusa – Assessorato alle Politiche Culturali, si aprono alla cittadinanza una serie di incontri e conversazioni culturali a cura dell’On. Fabio Granata e dell’Accademia di Belle Arti “Val di Noto” di Siracusa.</p>
<p>Gli incontri affrontano alcune tematiche sulla città e l’isola, dall’arte caravaggesca alla preziosità del Mare nostrum o Mediterraneo alla grandezza ambientale e monumentale dell’archeologia siciliana.</p>
<p>Ogni appuntamento, a ingresso libero, si svolgerà nell’aulica sede dell’antico Mercato di Ortigia (via Trento) e vedrà la presenza di un moderatore culturale e di uno storico, ricercatore e studioso della nostra città aretusea.</p>
<p>Il primo incontro si terrà il 22 febbraio 2010 alle ore 18:00 e presenterà un CARAVAGGIO quasi inedito, un artista intimo e mediterraneo, che dopo una breve presentazione del prof. Michele Romano (Università di Catania) e una conversazione con l’on. Fabio Granata, si darà visione di un particolare saggio filmico su “CARAVAGGIO” del regista inglese Derek Jarman (1986), un cineasta underground e maledetto morto qualche decennio fa di AIDS.</p>
<p>Il secondo incontro si terrà il 15 marzo 2010 alle ore 18:00, dove grazie alla presenza dell’apneista aretuseo ENZO MAIORCA, che nello scorso anno ha pubblicato un particolare libro sul mare Nostrum, dell’on. Fabio Granata, si parlerà della grandezza culturale e ambientale del Mediterraneo, soprattutto del suo essere scrigno di cultura e storia, un aspetto che sarà presentato dall’archeologo del mare Sebastiano Tusa (sovrintendenza del mare, regione Siciliana) e dalle immagini e riprese a cura di Enzo Maiorca.</p>
<p>Il terzo e ultimo incontro verterà sulla grandezza storica e ambientale dell’antica SIRACUSA, si terrà il 22 marzo 2010 ore 18:00, sempre all’Antico Mercato di Ortigia, grazie alla relazione dell’archeologo Giuseppe Voza (Sovrintendente emerito di Siracusa) che mostrerà una Siracusa inedita, una visione della città antica e della sua storia millenaria, grazie a delle particolari immagini a cura di Lamberto Rubino.</p>
<p>Michele Romano<br />
Polo Didattico Accademico “Val di Noto”</p>
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		<title>Lucia o dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[12 febbraio – 14 marzo 2010 / Ex Convento del Ritiro
Rassegna d’arte contemporanea a cura di Nino Portoghese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>12 febbraio – 14 marzo 2010</strong> / Ex Convento del Ritiro<br />
<strong>Lucia o dell’acqua</strong> / Rassegna d’arte contemporanea a cura di Nino Portoghese</p>
<p>Il simbolismo legato all’acqua è influenzato sia dai Miti e dalle Leggende del mondo pagano, sia dalla forte valenza culturale introdotta dal Cristianesimo, in un sincretismo che attraversa tutte le epoche storiche fino a giungere ai nostri giorni.</p>
<p>Noi siamo fatti di acqua; il “NOI” allude al pianeta e all’uomo. Dalla cosmologia alla biologia. L’acqua come Mito, Racconto, Narrazione.</p>
<p>Il tema del presente progetto vuole essere una particolare occasione per riflettere su questo prezioso elemento, attraverso canali che intrecciano il piano dell’Arte, la storia del Pensiero, l’Immagine e i Simboli che all’acqua sono stati associati.</p>
<p>In questo itinerario si può viaggiare attraverso le immagini alla ricerca di un racconto antico ma dal sapore moderno, per navigare lungo vie d’acqua metaforiche che sempre riconducano alle origini e, al tempo stesso, aprono a nuove visioni.</p>
<p>Dall’”Archè” di Talete, all’acqua purificatrice dell’antica religione egiziana e delle cosmogonie mesopotamiche e fenicie, dalle acque delle lustrazioni rituali ebraiche, allo stesso archetipo dell’essenza materna, messa in risalto dalla psicologia del profondo, tutto concorre a riferire a questo elemento costitutivo della realtà il principio, la sostanza, il motore di tutte le cose. L’essenzialità dell’acqua per assicurare la vita è presente in tutte le culture e in tutte le civiltà.</p>
<p>L’acqua come categoria conoscitiva dei processi legati all’origine del mondo e alla continuità della vita, come proiezione di esigenze vitali, come simbolo oltre la sua fisicità per stemperarsi nel Mito tra regressioni oniriche e valenze metastoriche.</p>
<p>Siracusa, nei due Miti che stigmatizzano la sua cultura classica, quello di Aretusa e di Ciane, eleva a simbolo dell’amore infelice le acque della Fonte che unisce le sue acque a quelle dello Jonio e del valore dell’amicizia fino al sacrificio di sé nelle placide acque delle sorgenti del Ciane.</p>
<p>Dalle stratificazioni mitiche, legate al culto dell’acqua, la teologia sacramentale cristiana trarrà spunto per riti e simboli, soprattutto per il battesimo, iniziazione alla vita nella Chiesa.</p>
<p>“Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non avrà la vita eterna”<br />
Giov. 3, 5-7</p>
<p>“Chiunque beve di quest’acqua, avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete, anzi l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per vita eterna”.<br />
Giov. 4, 10-14</p>
<p>Quest’acqua ha dato a Lucia e agli altri Martiri la forza di affrontare il supplizio.</p>
<p>La sola ragione umana vede nella morte la fine di tutto, il nulla, l’ “acqua spirituale” guarisce la miopia della ragione ed apre alla dimensione dell’Infinito.</p>
<p><em>Nino Portoghese<br />
Presidente dell’Associazione Culturale<br />
L’Arco e la Fonte</em></p>
<p><a href="http://www.luciasiracusa.it/wp-content/uploads/invito_luciaodellacqua.pdf">Scarica l&#8217;invito in formato pdf</a><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La notte dei Santi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[20 febbraio – 21 marzo / Galleria Civica D’Arte Contemporanea Montevergini
Opere di Omar e Michelangelo Galliani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>20 febbraio – 21 marzo</strong> / Galleria Civica D’Arte Contemporanea Montevergini<br />
<em><strong></strong></em>Opere di Omar e Michelangelo Galliani</p>
<p>La Galleria Civica Montevergini di Siracusa presenta La notte dei Santi, a cura di Alessandro Romanini e Stefania Giazzi, una mostra che vede due protagonisti dell’arte contemporanea, Omar Galliani e Michelangelo Galliani, padre e figlio, che uniti dal comune codice di appartenenza all’arte progettano un evento nell’evento scegliendo Santa Lucia come soggetto per le proprie opere.  I due artisti riflettono sul tema della cecità che si invera nella vista interiore del non vedente realizzando un omaggio al culto della città di Siracusa per la Santa.</p>
<p>Omar Galliani, artista emiliano, esponente di spicco negli anni ottanta della corrente degli Anacronisti, già presente tre volte alla Biennale d’Arte di Venezia,  nel 1978 nell’ambito di un progetto curato da Demetrio Paparoni  presentò a Siracusa alcune opere che vennero immerse nella polla d’acqua dolce di Siracusa a rappresentare il rapporto tra l’iconicità del disegno e la presenza tattile e sensibile dell’acqua.  Oggi ritorna alla Galleria Montevergini insieme al figlio Michelangelo, scultore già affermato che raccoglie e traspone nella sua opera il talento ereditato dal padre. Ha già partecipato a varie esposizioni in spazi pubblici e privati e realizzato opere pubbliche.</p>
<p>Il progetto comune vedrà l’istallazione di quattro opere centrali di grandi dimensioni e dodici di piccole e medie di Omar Galliani.  Michelangelo Galliani presenterà quattro nuove opere scultoree  e una video proiezione dedicata al seppellimento di Santa Lucia di Michelangelo Merisi Da Caravaggio.</p>
<p>La mostra si inserisce nel progetto  734 a.c. / siracusa, grecia d&#8217;occidente. Festival delle origini e dell&#8217;identità culturale. Un prestigioso ventaglio di eventi culturali che sviluppano il processo di recupero  architettonico e paesaggistico della Città iniziato con il riconoscimento avuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità da tutelare e dunque teso a richiamare l’interesse di un pubblico colto pronto a cogliere l’invito alla riscoperta della Città capitale della grecia d&#8217;occidente</p>
<p><strong>Orari mostra:<br />
</strong>da lunedì al venerdì   ore 09.00/13.00 – 16.00/20.00<br />
Sabato e domenica ore 9.00/13.00 – 16.00/22.00</p>
<p><em>Organizzazione: Bonelli Arte Contemporanea</em></p>
<p><a href="http://www.luciasiracusa.it/wp-content/uploads/Invito-OMAR-GALLIANI-08.pdf">Scarica l&#8217;invito in formato pdf</a><em><br />
</em></p>
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		</item>
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		<title>Circolo della conversazione</title>
		<link>http://www.luciasiracusa.it/2010/02/10/circolo-della-conversazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 14:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciclo di tre conversazioni aperte a tutta la cittadinanza introdotte e coordinate da Fabio Granata]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciclo di tre conversazioni aperte a tutta la cittadinanza introdotte e coordinate da Fabio Granata. Ad ogni incontro parteciperà un moderatore e seguirà una proiezione a tema.</p>
<p>Queste le date in programmazione:</p>
<p><strong>lunedì 22 febbraio ore 18</strong> / Antico Mercato<br />
<em><strong>Siracusa e i percorsi del Caravaggio. </strong>Con Michele Romano (storico dell’arte) e Fabio Granata. Seguirà proiezione del film “Caravaggio” di Derek Jarman</em></p>
<p><strong>lunedì 15 marzo ore 18</strong> / Antico Mercato<br />
<em> </em><em><strong>Siracusa e i percorsi del Mare e del Mito</strong></em>. Con Enzo Maiorca (apneista), Sebastiano Tusa (Soprintendente del mare, Regione Siciliana) e Fabio Granata. Seguirà proiezione sulle imprese di Maiorca</p>
<p><strong>lunedì 22 marzo ore 18:00 </strong>/ Antico Mercato<br />
<em><strong>Siracusa e i percorsi della storia.</strong></em> Con Giuseppe Voza (Soprintendente emerito di Siracusa)</p>
<p><a href="http://www.luciasiracusa.it/2010/02/17/circolo-della-conversazione-2/">Leggi il comunicato stampa</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Voluptas dolendi. I gesti del Caravaggio</title>
		<link>http://www.luciasiracusa.it/2010/02/09/voluptas-dolendi-i-gesti-del-caravaggio/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 14:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel IV centenario del Seppellimento di Santa Lucia dipinto da Caravaggio nel 1609]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nel IV centenario del Seppellimento di Santa Lucia dipinto da Caravaggio nel 1609</p>
<p>proiezione cinematografica<br />
<strong>“Voluptas dolendi  I gesti del Caravaggio”<br />
27 febbraio 2010 ore 18.30 </strong><br />
Ipogei di Piazza Duomo, Siracusa</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-221" title="invito_dolendi" src="http://www.luciasiracusa.it/wp-content/uploads/invito_dolendi.jpg" alt="" width="600" height="150" /></p>
<p>Sabato 27 febbraio nel sito degli Ipogei di piazza Duomo, di fronte la chiesa di S. Lucia alla Badia che ospita temporaneamente il dipinto di Caravaggio Seppellimento di Santa Lucia, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Siracusa in collaborazione con la Fondazione Marco Fodella di Milano presenta il film “Voluptas dolendi I gesti del Caravaggio” prodotto dalla Fondazione Marco Fodella.</p>
<p>Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Mara Galassi e Deda Cristina Colonna, il film, accompagnato da una spettacolarizzazione tematica del sito, racconta in 58 minuti di gesti, suoni e recitazione di testi importanti, la vicenda umana e l’opera del grande maestro della pittura barocca attivo a Siracusa nel 1608-1609.</p>
<p>La proiezione, presentata ed introdotta da Roberto Visentin, Sindaco di Siracusa, Mariella Muti, sovrintendente di Siracusa, mons. Pasquale Magnano, direttore dell&#8217;Archivio storico Diocesano, Gianni Fodella, Presidente della Fondazione Marco Fodella, Francesco Vitali, regista, Fabio Granata, membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, e contestualizzata da un intervento sul ‘maestro della luce’ di Paolo Giansiracusa, è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti e sarà riproiettata in seconda visione.</p>
<p>Il film, girato nella Basilica di San Marco a Milano, è interpretato dalla danzatrice-attrice Deda Cristina Colonna e dall’arpista Mara Galassi. Regista del film, e autore dell’adattamento cinematografico e della fotografia, è Francesco Vitali. I costumi derivati dai dipinti del Caravaggio rivivono grazie a Barbara Petrecca. Il risultato è un’opera cinematografica nella quale, attraverso l’eloquenza mimica barocca, i costumi, le luci, le musiche e gli elementi scenografici, si ricrea l’atmosfera dell’epoca in cui visse l’artista.</p>
<p>Già presentato al Castello Angioino di Mola di Bari, a Palazzo Cini a Venezia, al Museo Benaki di Atene e alla National Gallery of Ireland di Dublino, al parlamento europeo di Strasburgo, il film è attualmente impegnato in una tournée che ha già compreso Milano, Modena, Trieste, Vilnius (Lituania, capitale europea della cultura 2009), Napoli, Palermo, Messina e che dopo Siracusa proseguirà nel 2010, per il quattrocentesimo anniversario della morte di Caravaggio, in una trentina di città di tutto il mondo che ne hanno già fatta richiesta .</p>
<p>Impegnata in un lavoro di diffusione e promozione della musica antica, la Fondazione creata nel ricordo di Marco Fodella, già liutista della Cappella della Pietà de’ Turchini di Napoli e musicologo, propone in questo film le musiche di grandi autori italiani coevi del Caravaggio quali Francesco da Milano, Laurencinus Romanus, Girolamo Frescobaldi, Ascanio Mayone, Giovanni Girolamo Kapsperger, Rinaldo dell’Arpa, Giovanni Maria Trabaci insieme a quelle di Anonimi italiani del sedicesimo e diciassettesimo secolo.</p>
<p>Come scrive il musicologo Dinko Fabris nel saggio “I gesti e i suoni del Caravaggio in un film”, pubblicato dalla Fondazione Giorgio Cini: “Si tratta (…) di un prodotto assolutamente originale, anzi unico nel panorama filmico del nostro tempo. I paralleli con numerosi titoli del cinema italiano e straniero degli ultimi decenni sono ovviamente possibili e saranno certamente proposti dai critici. Possiamo cominciare a dire quel che questa pellicola non è: non una trasposizione cinematografica di una pièce teatrale; non un documentario; non un film musicale e neppure un balletto. Il film (come lo spettacolo da cui deriva) non usa una sceneggiatura con un testo moderno, bensì incasella quadri come diapositive in una presentazione ed usa le citazioni di testi antichi per far risultare una “storia” dall’insieme di movimenti, colori, luci, suoni e parole. (…) una possibile finalità è di ripercorrere l’arte visionaria del primo grande pittore della modernità, Caravaggio, per imparare a guardare che cosa di lui è rimasto in ognuno di noi (…) e di farci entrare invece direttamente nel suo sguardo, capace di fissare come fotografie sonore e in movimento l’esistenza quotidiana del suo tempo, non tanto dissimile dal nostro”.</p>
<p>Il sito allestito per l’occasione su suggestioni caravaggesche rimarrà allestito fino al 7 marzo.</p>
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		<title>Film e Archeologia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Rassegna dedicata al cinema classico ed archeologico, in collaborazione con la Giunti editore e la Filmoteca Regionale
Il calendario delle proiezioni si articola nei giorni 3, 4 e 5 febbraio a partire dalle ore 20.30 ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rassegna dedicata al cinema classico ed archeologico, in collaborazione con la Giunti editore e la Filmoteca Regionale<br />
Il calendario delle proiezioni si articola nei giorni 3, 4 e 5 febbraio a partire dalle ore 20.30</p>
<p><strong>Mercoledì 3 febbraio (2 proiezioni)</strong></p>
<p><em><strong>Il segno sulla pietra- Il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome</strong></em><br />
Nazione: Italia<br />
Regia: Lucio e Anna Rosa<br />
Durata: 58’<br />
Anno di produzione: 2006<br />
Produzione: Studio Film Tv<br />
Consulenza scientifica: Stefano Biagetti- Savino di Lernia</p>
<p>La storia del Sahara racconta di un alternarsi di fasi climatiche estreme: periodi di grandi aridità, di grandi piogge, e dietro di esse le vicende di uomini che ebbero la ventura di scegliere quella terra come loro dimora. 12000 anni fa, dopo una fase di aridità estrema, ritornò la pioggia e la vita ricominciò a germogliare lentamente. Così, nel Sahara centrale, sui massicci del Tadrart Acacus e del Messak, nel sud ovest della Libia, si formarono le prime comunità, tenaci e vitali, culturalmente compiute, che riuscirono anche ad elevare a linguaggio pittorico, quindi complesso, il loro vissuto quotidiano ed il loro primitivo bisogno di trascendenza. I ripari che li accoglievano, divennero attraverso l’arte rupestre, dalla fine del Pleistocene all’Olocene, fino all’ultima desertificazione, sede e conservazione di un sapere, libri di pietra sui quali di dipanava e si affermava una vicenda umana che ancora oggi mostra intatta tutta la sua straordinaria ed avvincente magia</p>
<p><em><strong>Ougarit, Une Empreinte Dans L&#8217;histoire De L&#8217;humanité<br />
Ougarit, Un’impronta nella Storia dell’umanita’</strong></em><br />
Nazione: Francia<br />
Regia: Valerie Girié  e Lionel Pouliquen<br />
Durata: 52&#8242;<br />
Anno di produzione: 2007<br />
Produzione: Alpha Line Production<br />
Consulenza scientifica: Yves Calvet</p>
<p>Molte regioni del mondo sono state il palcoscenico dello sviluppo di brillanti civiltà, che contribuirono all’arricchimento del sapere. La Siria ebbe un ruolo fondamentale in questo arricchimento, specialmente durante l’età del bronzo. Verso la fine del IV millennio, gli abitanti della terra dei Sumeri &#8211; situata ad est dell’Eufrate &#8211; inventarono la scrittura… si trattava di una tecnica di scrittura molto complicata, di un alfabeto formato da centinaia di caratteri cuneiformi, riservato all’élite. 1500 anni dopo, un altro popolo del nord della Siria ideò un nuovo sistema di scrittura. Con solo circa 30 segni, la scrittura sarebbe diventata un gioco da ragazzi… L’alfabeto più antico venne scoperto nel 1928 nel sito di Ougarit, la capitale del regno Ougarit. Da allora gli scavi sono condotti da una squadra di specialisti siriani e francesi. Seguiremo gli scavi giorno dopo giorno, per permettere agli spettatori di scoprire questo regno mitico e sconosciuto</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Giovedì 4 febbraio h.20.30</strong></p>
<p><strong><em>&#8220;Il Castello Maniace &#8211; mySiracusa&#8221;</em> di Gianluca Agati</strong><br />
Produzione: mySyracusae<br />
Anno: 2009<br />
Regia: Carlo De Domenico<br />
Durata: 20&#8242;<br />
Soggetto, Sceneggiatura e Testi: Gianluca Agati<br />
Fotografia: Marco Carli<br />
Consulenza Scientifica: Università di Catania e Sovrintendenza ai BB.CC. AA. di Siracusa<br />
Colonna Sonora: Sabastiano Forte (Qbeta)<br />
Partecipazioni a Festival: XX Rassegna Internazionale di Cinema Archeologico di Rovereto (Selezione Ufficiale)</p>
<p>Sinossi: Selezionato ufficialmente dal Ministero dell&#8217;Ambiente in occasione dello scorso G8 di Siracusa, questo primo lavoro prodotto da mySyracusae propone un viaggio nelle gloriose epoche della città di Siracusa attraverso la storia di un monumento affascinante come il Castello Maniace, nell&#8217;estremità dell&#8217;isola di Ortigia. Le maestose opere dellepoca classica e l&#8217;architettura sveva, imperiale, bizantina, si fondono in un percorso che giunge fino ai giorni nostri, attraversando l&#8217;età borbonica e dei Savoia grazie al castello voluto da Federico II Hohenstaufen.<br />
Nella versione Home Video, il DVD contiene un insieme di schede tecniche riguardanti Federico II e Giorgio Maniace, una cronologia delle dominazioni straniere della Città di Siracusa sin dalla sua fondazione, una mappa digitale del castello e una ricca bibliografia utile a ulteriori approfondimenti.</p>
<p><em><strong>Venezia e la Galea perduta</strong></em><br />
Nazione: Italia-Francia<br />
Regia: Marco Visalberghi<br />
Durata: 1h e 20’<br />
Anno di produzione: 2006<br />
Produzione: Doclab Srl<br />
Consulenza scientifica: Marco d’Agostino, Robert Davis, Mathieu Arnoux</p>
<p>Nell’estate del 2001, ai margini di un antico isolotto sommerso oltre sei secoli fa dalle acque della laguna di Venezia, sono stati rinvenuti due grandi vascelli. Il primo è una comune imbarcazione da trasporto, un burchio; ma il secondo è una galea, l’unico esemplare mai ritrovato fino ad oggi. La scoperta mette a soqquadro il mondo dell’archeologia: finalmente è possibile spiegare come era fatta la regina dei mari medievali, la nave che ha permesso alla marina Veneziana di dominare il Mediterraneo; finalmente possono essere svelate le tecniche costruttive, ancora misteriose, dei proti, gli ingegneri dell’Arsenale della Repubblica di Venezia; finalmente si possono raccontare: i segreti della GALEA PERDUTA. La storia della Repubblica Veneziana è sempre stata indissolubilmente legata al mare. L’enorme ricchezza e l’incredibile forza di questo insieme di piccole isole circondate dalla laguna , senza materie prime e senza un vero e proprio esercito, si basavano quindi totalmente sulla flotta. L’Arsenale, la fabbrica di proprietà dello Stato dove venivano costruite le navi, era “il cuore della Repubblica”. Quello che avveniva all’interno delle alte mura dell’Arsenale era tenuto gelosamente segreto, perché aveva a che fare direttamente con la sopravvivenza dello Stato: tra le sterminate carte che raccontano la lunga storia della Repubblica, sono piuttosto rari i documenti che riguardano i progetti costruttivi. Eppure la produzione fu imponente e durò quasi 5 secoli; dall’Arsenale della Repubblica Serenissima uscirono migliaia di navi, che trasportavano ( e difendevano dagli arrembaggi dei nemici) le merci più preziose- oro,diamanti,seta,spezie – da Oriente ad Occidente, da Costantinopoli fino alle Fiandre, e quelle navi erano le Galee. Ma come può un’imbarcazione che pesca poco più di un metro affrontare quelle enormi distanze e mari così pericolosi? Perché la Galea per almeno 4 secoli non ha avuto rivali, sia in pace che in guerra? Come si costruivano queste navi lunghe oltre 40 metri e larghe 5, vere e proprie città galleggianti, senza disegni o progetti? Come si potevano varare 100 Galee in meno di 50 giorni? Come vivevano i 200 rematori- umoni liberi, non schiavi- che con la forza delle loro braccia spingevano la galea, più velocemente che qualsiasi altra nave, per migliaia di miglia? Attraverso accurate ricostruzioni dei momenti storici più importanti tra il XIII e il XIV secolo, capiremo le ragioni dell’incredibile potenza della Repubblica di Venezia, ma anche della sua fine, che avvenne proprio a causa di una scelta di politica navale. Con il rifiuto nel 1529 di creare colonie in America, Venezia lasciava gli oceani, ma poi anche il Mediterraneo, alle vele della flotta di Inghilterra. Fu l’inizio della fine della Repubblica, sancita da Napoleone nel 1797. E insieme alla Repubblica furono anche sepolti, fino ad oggi, I SEGRETI DELLA GALEA PERDUTA.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Venerdì 5 febbraio h.20.30</strong></p>
<p><strong><em>&#8220;Ortygia – mySiracusa&#8221;</em> di Gianluca Agati</strong><br />
Produzione: mySyracusae<br />
Anno: 2009<br />
Regia: Carlo De Domenico<br />
Durata: 29&#8242;<br />
Soggetto, Sceneggiatura e Testi: Gianluca Agati<br />
Fotografia: Emiliano Fiore<br />
Consulenza Scientifica: Università di Catania e Accademia di Belle Arti &#8220;R. Gagliardi&#8221; di Siracusa<br />
Colonna Sonora: Mirco Menna (Il Parto delle Nuvole Pesanti)</p>
<p>Sinossi: Il meraviglioso bagaglio culturale del Mediterraneo espresso attraverso la storia di una delle più importanti colonie corinzie della Magna Grecia: Siracusa. Il suo centro storico, l&#8217;isola di Ortygia, è protagonista di questo affascinante viaggio che ripercorre i ventotto secoli della sua storia.<br />
Un documentario che pone al centro della sua indagine il ruolo svolto dalle dominazioni straniere in Sicilia e in particolare a Siracusa, e il complesso prodotto da esse determinato, ancora oggi riscontrabile in diversi usi, costumi, arti e maestranze locali.</p>
<p><em><strong>Les secrets  du Parthénon  I segreti del Partenone</strong></em><br />
Nazione: Francia<br />
Regia: Gary Glassman<br />
Durata: 1h e 18’<br />
Anno di produzione: 2008<br />
Produzione: Studio International</p>
<p>Come hanno fatto i Greci, a tagliare, trasportare ed assemblare i 13.400 pesantissimi blocchi di marmo di cui è fatto il Partenone?<br />
Il primo documentario  realizzato con la partecipazione  dell’equipe internazionale di specialisti sul tempio. Questi hanno messo a disposizione i propri archivi cinematografici e fanno parlare i marmi di questa struttura, dove tutta la cultura della Grecia antica , artistica, matematica, politica, si è depositata come in un libro…</p>
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		<title>La testa del serpente</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 09:19:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco Modica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Spettacolo di grande impatto socio-culturale,in scena venerdì 29 alle ore 21,15 all’Antico Mercato di Ortigia ,proposto dall’Associazione Culturale Anthea nel programma degli eventi Luci a Siracusa. La TESTA DEL SERPENTE(recital per versi,documenti e note prende il nome da alcune parole di Giovanni Falcone “ la testa del serpente mafioso è qui in Sicilia, soprattutto a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettacolo di grande impatto socio-culturale,in scena venerdì 29 alle ore 21,15 all’Antico Mercato di Ortigia ,proposto dall’Associazione Culturale Anthea nel programma degli eventi Luci a Siracusa. La TESTA DEL SERPENTE(recital per versi,documenti e note prende il nome da alcune parole di Giovanni Falcone “ la testa del serpente mafioso è qui in Sicilia, soprattutto a Palermo.Rimarranno solo i mafiosi qui in Sicilia,siamo noi siciliani i peggiori nemici della Sicilia”) nasce dall’esigenza di sperimentare nuove forme di teatro, accostando la più classica delle tradizioni letterarie ad estratti di atti giuridici e documenti di eccezionale importanza storica per la memoria civile della Sicilia. I testi splendidamente recitati con passione e trasporto da una  interprete di assoluto livello quale Gabriella Mazzone sono sapientemente miscelati alle raffinate sonorità di Claudio Giglio jazz trio, le cui atmosfere etniche rievocano uno spaccato della Sicilia araba, nella contrapposizione del caos dei mercati rionali con l’inquietante silenzio notturno,complice di segreti,delitti e misfatti ove ogni nota si fonde meravigliosamente con la durezza dei contenuti, intraprendendo una suggestiva lotta all’ultimo suono, in cui personaggi reali  e creature letterarie si incontrano si mescolano, interagiscono, si confrontano, lasciando l’eco delle loro storie nell’animo di ci ascolta.<br />
GABRIELLA MAZZONE  voce recitante<br />
CLAUDIO GILIO  sassofoni<br />
SEBY BURGIO piano<br />
ROBERTO BARNI contrabbasso</p>
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